Alla scoperta delle PMI

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Alla scoperta delle PMI

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Sentiamo spesso parlare al telegiornale o sui quotidiani di piccole e medie imprese, abbreviato PMI, ma cosa determina l’appartenenza o meno a questa categoria per un’ azienda? Quali sono le caratteristiche legali e non che deve avere una piccola o media impresa? Ma soprattutto, com’è regolamentato questo particolare tipo di aziende? Nel seguente articolo proveremo a fare un breve approfondimento riassuntivo per rispondere a questi ed altri quesiti!

Tendenzialmente una piccola o media impresa è definita in base al numero di impiegati che lavorano al suo interno. In passato in ogni nazione dell’ Unione Europea suddetto numero era differente, ad esempio in Italia il limite era 250, in Germania 500 o 100 in Belgio. Ad oggi però le normative europee hanno uniformato il numero per cui un’ azienda può considerarsi una PMI.

Scendendo nel dettaglio si considera:

  • Media impresa se il numero di impiegati è inferiore a 250 con un fatturato minore o uguale a 50 milioni l’anno;
  • Piccola impresa se il numero di impiegati è inferiore a 50 con un fatturato minore o uguale a 10 milioni l’anno;
  • Micro Impresa se il numero di impiegati è inferiore a 10 con un fatturato minore o uguale a 2 milioni l’anno;

Grazie a questa standardizzazione delle PMI in ambito europeo, è stato possibile definirne diritti e doveri in maniera chiara ed equa per tutti gli stati membri, evitando quindi di deformare la concorrenza rendendola più o meno competitiva a seconda dello stato. Dopo il Comitato di Basilea, alle PMI è stata imposta una tassazione differente in base al proprio capitale che diminuisce più si avvicina ai 5 milioni ed aumenta più si avvicina ai 50 milioni.

I vantaggi delle PMI sono quindi notevoli e possono essere sfruttati per promuovere al meglio la propria attività anche nei paesi che aderiscono all’Unione Europea.

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